Covid: lo strano sintomo che accompagna il virus

Parosmia: lo strano sintomo che accompagna il covid

Coloro che si ammalano di coronavirus registrano un nuovo e strano sintomo.

La parosmia

Durante questi mesi si è visto come il COVID-19 riporti effetti sul sistema nervoso o su altri apparati. Adesso, pare esserci una nuova conseguenza, forse la più bizzarra: si chiama parosmia, ovvero la distorsione dell’olfatto. In sostanza chi si ammala di coronavirus non distinguerebbe gli odori: per esempio, l’odore della carne saprebbe di petrolio, il prosecco di mele marce, il caffè di bruciato.

Gli studi

Gli studi hanno scoperto che la perdita dell’olfatto colpisce dal 50 all’80% delle persone che contraggono il virus. Ma se l’anosmia (perdita totale dell’olfatto) è una condizione insolita e fastidiosa, la parosmia pare esserlo ancora di più. Questo perché la distorsione degli odori si verifica con odori familiari. I profumi piacevoli vengono sostituiti da odori sgradevoli, come verdure marce o fumo di sigaretta.

Non solo. La parosmia rende il cibo immangiabile e complica gesti semplici e quotidiani, come lavare i piatti o lavarsi i denti.

Il recupero

Il recupero dell’olfatto, che nei pazienti COVID-19 può avvenire in 1/2 settimane o più, è piuttosto lento poiché i neuroni olfattivi hanno bisogno di molto tempo per rigenerarsi.

Cosa dicono gli esperti in merito? Alcuni hanno osservato che la parosmia, che è sintomo di recupero degli odori, è passeggera, ma che in alcune persone può durare anche anni.

Lo studio

Per capire meglio come si manifesti la perdita dell’olfatto nei pazienti che hanno contratto il COVID-19, Eric Holbrook -direttore del reparto di rinologia presso il Massachusetts Eye and Ear– e i suoi colleghi hanno proposto uno studio che prevede di testare i pazienti per la rilevazione sia del coronavirus sia delle capacità olfattive, presso il Massachusetts General Hospital di Boston. I pazienti che riportano sintomi olfattivi e il cui senso dell’olfatto non ritorna nemmeno dopo la guarigione dal coronavirus dovrebbero essere seguiti poi per diversi mesi, al fine di raccogliere preziose informazioni sulla persistenza di questa connessione tra il virus e la perdita dell’olfatto.

Fortunatamente, perdere il senso dell’olfatto a causa di un’infezione non significa che questo senso sia scomparso per sempre. Si ritiene che i virus causino l’infiammazione dei neuroni sensoriali nel naso, interrompendo la capacità delle cellule nervose di trasferire le informazioni sugli odori al cervello.

“Ecco perché se si perde il senso dell’olfatto, spesso si riesce a riacquistarlo” afferma Holbrook, “ma non sappiamo quanto tempo ci voglia per sostituire un neurone. Possono volerci un anno o due”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *