Covid-19: tutte le decisioni del governo fino al 18 agosto

Covid-19: tutte le decisioni del governo fino al 18 agosto

Dal 25 giugno la scheda con l’aggiornamento quotidiano dei dati riguardo il covid-19 è stata integrata con i “casi identificati dal sospetto diagnostico” (casi positivi al tampone emersi da attività clinica) e “casi identificati da attività di screening” (indagini e test, pianificati a livello nazionale o regionale, che diagnosticano casi positivi al tampone).

Il rapporto ISS e ISTAT del 16 luglio 2020 riporta che al 25 maggio 2020 il Covid-19 è la causa direttamente responsabile della morte nell’89% dei decessi di persone positive al test Sars-CoV-2, mentre per il restante 11% le cause di decesso sono le malattie cardiovascolari (4,6%), i tumori (2,4%), le patologie del sistema respiratorio (1%), il diabete (0,6%), le demenze e le malattie dell’apparato digerente (rispettivamente 0,6% e 0,5%).

Report monitoraggio fase 2

Per la gestione della Fase 2 della pandemia in Italia è stato attivato uno specifico sistema di monitoraggio  (Sorveglianza settimanale Regioni), disciplinato dal decreto del ministero della Salute del 30 aprile 2020, sui dati epidemiologici e sulla capacità di risposta dei servizi sanitari regionali. Il monitoraggio è elaborato dalla cabina di regia costituita da ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e Regioni.

Ecco le principali caratteristiche dei pazienti deceduti sulla base dei dati ISS (ultimo aggiornamento 22 luglio 2020):

Età media  

  • 80 anni

Età mediana

  • 82 anni – dall’inizio dell’epidemia (Più alta di quasi 20 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione e la cui età mediana è di 61 anni. Negli ultimi 30 giorni l’età mediana dei contagi è scesa a 42 anni)

Sesso

  • uomini 57,6%
  • donne 42,4%%

Patologie pregresse al momento del ricovero. Pazienti con:

  • 0 patologie pre-esistenti 3,9%
  • 1 patologia pre-esistente 13,9%
  • 2 patologie pre-esistenti 20,4%
  • 3 o più patologie pre-esistenti 61,8%

Aree geografiche con la percentuale maggiore di deceduti

  • Lombardia con 49,1%
  • Emilia Romagna con il 12,5%
  • Piemonte con il 9,1%.
  • Veneto con il 5,8%

Sintomi più comunemente osservati prima del ricovero nelle persone decedute

  • febbre 75%
  • dispnea 73%
  • tosse 38%
  • diarrea 6%
  • emottisi 1%
  • Report sulla pagina del sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità.

I primi casi in Italia

I primi due casi di Coronavirus in Italia, una coppia di turisti cinesi, sono stati confermati il 30 gennaio dall’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, dove sono stati ricoverati in isolamento dal 29 gennaio e dichiarati guariti il 26 febbraio.

Il primo caso di trasmissione secondaria si è verificato a Codogno, Comune della Lombardia in provincia di Lodi, il 18 febbraio 2020.

Misure di contenimento 

L’Italia ha bloccato il 30 gennaio con un’Ordinanza del ministro della Salute tutti i voli da e per la Cina per 90 giorni. Oltre a quelli provenienti da Wuhan, già sospesi dalle autorità cinesi.

Il Governo italiano ha dichiarato il 31 gennaio lo Stato di emergenza. Ha stanziato i primi fondi e nominato Commissario straordinario per l’emergenza il Capo della protezione civile Angelo Borrelli.

Con il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile del 5 febbraio 2020 è istituito un Comitato tecnico-scientifico per fronteggiare emergenza. Viene poi ampliato con ordinanza del 18 aprile 2020.

Come previsto dal Decreto legge 18 del 2020,

il Presidente del Consiglio dei Ministri con decreto del 18 marzo 2020 ha nominato Domenico Arcuri Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19.

Il Consiglio dei ministri ha varato un primo Decreto legge  il 23 febbraio 2020 con misure per il divieto di accesso e allontanamento nei comuni dove erano presenti focolai e la sospensione di manifestazioni ed eventi.

Vengono emanati i seguenti decreti attuativi: il DPCM 25 febbraio 2020, il DPCM 1° marzo 2020, il DPCM 4 marzo 2020, il DPCM 8 marzo 2020, il DPCM 9 marzo 2020 #Iorestoacasa, il DPCM 11 marzo 2020 che chiude le attività commerciali non di prima necessità.

Tra le misure adottate l’ordinanza 22 marzo 2020, firmata congiuntamente dal Ministro della Salute e dal Ministro dell’Interno, che vietava a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati un comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Il Governo ha poi emanato con il DPCM 22 marzo 2020 nuove ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. Il provvedimento prevedeva la chiusura delle attività produttive non essenziali o strategiche. Restano aperti alimentari, farmacie, negozi di generi di prima necessità e i servizi essenziali. Le stesse disposizioni si applicano, cumulativamente al Dpcm 11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall’ordinanaza del 20 marzo 2020 del Ministro della salute i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020.

Con il DPCM 1 aprile 2020,

tutte le misure per contrastare il diffondersi del contagio da coronavirus vengono prorogate fino al 13 aprile 2020. Il decreto entrato in vigore il 4 aprile sospende anche le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, all’interno degli impianti sportivi di ogni tipo.

In seguito con il DPCM 10 aprile 2020 tutte le misure venogono prorogate fino al 3 maggio. Il Decreto ha permesso la riapertura dal 14 aprile dei negozi per neonati e bambini, librerie e cartolibrerie.

Con il DPCM 26 aprile 2020 sono specificate le misure per il contenimento dell’emergenza Covid-19 della cosiddetta “fase due” .

Le disposizioni del decreto si applicano a partire dal 4 maggio 2020 in sostituzione di quelle del DPCM 10 aprile 2020 e sono efficaci fino al 17 maggio 2020, a eccezione di quanto previsto per le attività di imprese, che si applicano dal 27 aprile 2020 cumulativamente.

Il Decreto legge 33 del 2020 disciplina la fine deile limitazioni agli spostamenti e la riapertura delle attività produttive, commeciali, sociali a partire dal 18 maggio e fino al 31 luglio.

Con il DPCM 17 maggio 2020 vengono definite le misure di prevenzione e contenimento per la convivenza con il coronavirus.

Il DPCM 11 giugno 2020 autorizza la ripresa di ulteriori attività e definisce altre misure di prevenzione e contenimento per la convivenza con il coronavirus.

Il DPCM 14 luglio 2020

proroga al 31 luglio 2020 le misure del Dpcm 11 giugno 2020. Sono inoltre confermate e restano in vigore, sino a tale data, le disposizioni contenute nell’ ordinanza del 30 giugno 2020 e nell’ordinanza del 9 luglio 2020 del Ministro della salute. 

Con l’odinanza del 16 luglio 2020 e con l’ordinanza del 24 luglio 2020 il Ministro della Salute ha indicato ulteriori limitazioni in materia di ingresso nel territorio nazionale.

L’ordinanza del 30 luglio 2020 proroga le disposizioni dell’ordinanza del 24 luglio ed elimina l’Algeria dalla lista dei Paesi extra Ue i cui cittadini hanno possibilità di accesso in Italia, con obbligo di quarantena, anche senza i comprovati motivi di urgenza.

Con l’ordinanza del 1 agosto 2020 il no del Ministro ad allentamento misure sui treni.

Infine nel DPCM 7 agosto 2020 sono prorogate, fino al 7 settembre 2020, le misure precauzionali minime per contrastare e contenere il diffondersi del virus Covid-19.

Con l’ordinanza del ministro della Salute 12 agosto 2020 sono previsti, dal 13 agosto, tamponi obbligatori per le persone che nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia abbiano soggiornato o siano transitate negli Stati di Malta, Croazia, Spagna e Grecia.

Inoltre è previsto,  il divieto d’ingresso in Italia ai cittadini che nei 14 giorni antecedenti, abbiano soggiornato o siano transitati in Colombia.

Con l’ordinanza del ministro della Salute 16 agosto 2020

sono previste a partire dal 17 agosto ulteriori prescrizioni rispetto al DPCM del 7 agosto 2020. L’ordinanza dispone, tra l’altro, l’obbligo dalle ore 18.00 alle ore 06.00, sull’intero territorio nazionale, l’uso di protezioni delle vie respiratorie anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici (piazze, slarghi, vie, lungomari) ove per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea e/o occasionale; la sospensione delle attività del ballo, all’aperto e al chiuso, che abbiano luogo in discoteche, sale da ballo e locali assimilati destinati all’intrattenimento o che si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico. 



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